São Paulo, 18 luglio 2017

valeCari amici,
finalmente riusciamo a prenderci questi minuti per sederci e condividere con voi
alcune delle nostre attività, percezioni e sensazioni a riguardo di ciò che stiamo
vivendo qui in Brasile. Pensare ai vostri volti e tutto quello che rappresentate per noi
ci rallegra e ci fa sentire più forti per poter continuare a lavorare con la nostra gente,
le vittime dello scenario perverso che stiamo vivendo in Brasile.
In questo re-incontro con voi, ci auguriamo che stiate tutti bene e perseveranti nella
lotta per un mondo più rispettoso, più uguale, più affettuoso e…di umore migliore.
Per cominciare con le nostre famiglie, quella di Renato va bene, con il signor Attilio,
93 anni suonati, ancora in salute invidiabile, anche se richiedendo sempre più
attenzioni. Sempre che è possibile, continua a gradire un buon bicchiere di vino. Da
parte di Valdênia, la famiglia anche sta bene. Suo padre, signor Oracio, con il corpo
altamente indebolito, ma con la mente chiara e la saggezza viva dei popoli indigeni,
continua a sfidare le conoscenze mediche, sopravvivendo un giorno dopo l’altro.
Nel campo degli studi, Renato comincerà in agosto l’ultimo semestre di Psicologia e
sta scrivendo la sua monografia con la soddisfazione di star portando a termine un
altro passo di qualificazione per meglio servire la nostra gente. Come accennato nella
lettera precedente, siamo molto felici con la crescita del numero di giovani e uomini
che vengono al servizio di accompagnamento psicologico al nostro Centro per i diritti
umani.
Valdênia porta avanti a ritmo frenetico i suoi impegni, conciliando gli studi di dottorato
e le attività quotidiane, adesso anche come affiliata al partito politico PSOL (Partito
per il socialismo a la libertà) con l’intuito di seguire in modo più organico le discussioni
politiche del paese. Anche se sotto pressione per accettare di essere candidata alle
elezioni, almeno per ora, ha deciso de non accettare.
In Brasile, come in molte parti del mondo, viviamo tempi difficili. Da quando la
presidente Dilma è stato rimossa dal governo, in un processo illegittimo, la situazione
del paese non ha fatto che peggiorare. L’attuale presidente è un politico senza
credibilità e senza sostegno popolare, ma molto utile per i gruppi di potere che
rappresenta, vale a dire, l’élite economica e politica rappresentata nel Congresso
nazionale da ciò che noi chiamiamo “bancada da bala, do boi, da bíblia e da bola”,
cioè lo schieramento politico che porta avanti gli interessi dell’industria delle armi, delle
imprese di sicurezza privata e dei militari; quello dei proprietari terrieri e
dell’agribusiness; quello composto da evangelici conservatori, moralisti, razzisti e
omofobici, eletti con il denaro delle decime succhiate dai più poveri e dal traffico di
droga; e per ultimo, quello legato al mondo del calcio. Comunque sia, la grande
maggioranza dei nostri parlamentari oggi rappresenta grandi gruppi economici che li
finanziano e… li corrompono per garantire i loro interessi. In Brasile, lo Stato è sempre
stato “riserva di caccia” dei potenti e dei ricchi.
Questo insieme di forze parlamentari ed economiche stanno facendo molte vittime.
Nel mondo rurale, soprattutto nel nord, gli omicidi dei difensori di diritti umani
continuano ad aumentare. La criminalizzazione dei leader e movimenti sociali
raggiunge il campo e la città con una intensità vista appena durante la dittatura militare
del periodo 1964-1985. Questa è una preoccupazione costante. La fame e la povertà
sono di nuovo in aumento nel paese dopo anni di declino. La città di São Paulo ha
una popolazione di 25.000 persone senza tetto che vivono nella strada.

Siamo anche preoccupati per i messaggi indiretti da parte della polizia militare a
Valdênia, che negli ultimi mesi sono aumentati. Vengono da agenti di polizia coinvolti
in gruppi di vigilantes, o da amici di poliziotti che rispondono a processo, avvertendo
che stanno tenendo d’occhio il suo lavoro a causa delle denunce che hanno portato
all’apertura di investigazioni e a arresti di poliziotti criminosi. Anche se il lavoro è fatto
collettivamente e con grande cautela, Valdênia rimane il bersaglio preferito, a causa
del suo ruolo de leader comunitaria e della sua notorietà. La preoccupazione
principale di Valdênia è che possano essere fatte rappresaglie alla sua famiglia.
Nei centri urbani, il genocidio dei giovani neri poveri aumenta le sue vittime. Nelle
ultime due settimane abbiamo sepolto sei adolescenti nella regione Sapopemba. Di
questi, cinque erano per esecuzioni da parte della polizia e un’adolescente che è
morta per overdose di droga. Nelle regioni in cui non c’è lavoro sociale come quello
del Cedeca e del Centro per i diritti umani, la situazione è ancora peggiore.
Dobbiamo ricordare che Sapopemba ha circa 300.000 abitanti, con 46 favelas. Non
siamo in grado, col nostro lavoro, di arrivare ovunque e di raggiungere tutti i giovani.
Queste morti si verificano più spesso dove non riusciamo ad arrivare. Così stiamo
sempre cercando di ottenere maggior aiuto per mantenere ed espandere quello che
già facciamo.
Il sindaco attuale, che è dello stesso partito del governatore dello stato di San Paolo,
ha una visione mercantilista e pubblicitaria della pubblica amministrazione. Con
l’intenzione di presentarsi come candidato alla presidenza della repubblica nel
prossimo anno, sta tagliando i fondi di tutti i servizi sociali e investendo in politiche
igieniste, di “pulizia sociale”. A titolo di esempio, il suo motto è “Città Bella”. Una delle
sue iniziative è l’uso della polizia e di getti potenti di acqua per rimuovere le persone
che vivono in strada nei quartieri centrali della città. L’aumento della violenza della
polizia contro la popolazione della strada e delle favelas è conseguenza della politica
adottata dal sindaco e dal governatore dello stato.
Nel campo legislativo, sono in corso di votazione “riforme” che riducono i diritti dei
lavoratori e della popolazione più povera. Importanti risultati nel campo sociale degli
ultimi decenni vengono attaccati e demoliti. Ogni giorno è un diritto a meno.
Ma nel bel mezzo di una situazione così difficile e sfavorevole alla dignità umana e,
almeno per ora, senza prospettive di un cambiamento per il meglio, stiamo assistendo
ad una nuova effervescenza di organizzazione popolare con il coinvolgimento di molti
giovani. Molti sono giovani delle favelas che sono riusciti ad andare alle università
grazie ai programmi del governo anteriore del Partito dei lavoratori. La resistenza della
popolazione è in aumento, le organizzazioni a livello di base si stanno rafforzando.
L’attuale governo, profondamente impopolare e coinvolto in gravi scandali di
corruzione, potrebbe cadere a qualsiasi momento. Ad ogni modo, si prevede una
chiara risposta della popolazione nelle elezioni del prossimo anno. La classe politica
al potere respinge l’idea di elezioni anticipate per sostituire l’attuale governo illegittimo
e demoralizzato.
Nonostante la stanchezza e la preoccupazione, non ci scoraggiamo. Andiamo avanti
perseveranti, rinnovando ogni giorno la speranza, trasformando il dolore in resistenza
e reinventandoci nel collettivo, perché l’utopia di un mondo più umano e giusto, più
fraterno e felice non muore dentro di noi.
Abbraccio a tutti,
Valdênia e Renato

 

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