Ecco alcuni auguri dalle missioni che sosteniamo nel mondo..

KENYA

Natale a Mugunda, Kenya

Padre Romano


Tanti calorosi auguri dalle sisters di Fatima, Dirib Gombo, a tutti gli sponsor che sostengono il nostro progetto.

Fatima Disabled Children House – Dirib Gombo, Kenya


Merry Christmas to all Karibu friends.

Fr. Stephen – Loiyangalaani mission, Kenya


BRASILE

Cari amici,
è tempo di chiudere un altro anno in questa lunga strada della lotta per la vita. Un anno lungo e difficile, con una serie ininterrotta di situazioni e notizie inquietanti. Abbiamo finito l’anno esausti di tanto lavoro e preoccupazione. Purtroppo l’orizzonte politico e sociale per il 2017, sia in Brasile sia nel resto del mondo, si presenta con molte nubi scure.
Ma sono successe anche molte cose belle. Abbiamo iniziato l’anno rinnovando il nostro impegno per la nostra missione – dedicare il nostro tempo e sforzi per la promozione e la difesa dei nostri fratelli più poveri e sofferenti. Così abbiamo continuato ad impegnarci nelle attività quotidiane del Centro per la difesa dei diritti umani (CDHS) e nel CEDECA, Centro di difesa dei bambini e adolescenti di Sapopemba. Abbiamo realizzato progetti di formazione con gruppi di donne, accompagnato numerosi casi di violenza della polizia e portato avanti la nostra giovane Scuola di cittadinanza attiva, sempre ricevendo persone e famiglie con tutte le loro necessità legali, sociali e psicologiche.
Abbiamo continuato i nostri studi, Renato completando il quarto anno di Psicologia e andando verso l’ultimo anno nel 2017, felice con l’ascolto psicologico che può già offrire settimanalmente alla gente della nostra comunità, e Valdênia che ha deciso di entrare in un programma di dottorato nell’area di Servizio Sociale, al fine di qualificare ulteriormente il suo lavoro con la gente.
Come sapete, il nostro ritorno a San Paolo l’anno scorso aveva tra i suoi principali motivi quello di dare sostegno alla famiglia di Valdênia nella cura al padre molto malato. Il sr. Oracio ci ha provocato un grande spavento di recente. Tra settembre e ottobre ha trascorso 32 giorni in ospedale e 22 giorni nel reparto di terapia intensiva tra la vita e la morte. Le speranze di un altro recupero erano minime. Ma ha resistito ed è tornato a casa. Richiede ancora una grande quantità di cure, ma siamo grati a Dio per averci permesso di vivere con lui per un po’ di tempo ancora (lui dice che vuole arrivare agli 80 anni, il prossimo marzo!) e per l’unione della famiglia nel corso della malattia.
Sempre a riguardo della famiglia, abbiamo avuto l’opportunità di trascorrere parte dell’estate europea con la famiglia di Renato in Italia, dove abbiamo visitato anche tanti cari amici e abbiamo incontrato gruppi che sostengono i nostri progetti qui in Brasile. A questo proposito, il nostro ringraziamento speciale al gruppo di Torino, Scorzè, Sondrio e della Caritas di Como.
Gli incontri con la famiglia e gli amici ci hanno dato forza per resistere ai tempi difficili che avremmo incontrato con il processo di impeachment della presidente Dilma Rousseff e poi con l’approvazione della PEC 55, un emendamento costituzionale dell’attuale governo (da molti considerato illegittimo) che congela la spesa pubblica per 20 anni. Questi due eventi fanno eco nella vita delle persone più povere come riduzione di diritti, aumento della povertà e della violenza e precarizzazione di servizi sociali già molto precari.
In questo scenario, le organizzazioni con cui lavoriamo diventano indispensabili alla vita delle comunità in cui sono inserite. Tuttavia, è bello vedere sempre più giovani che sono passati per i servizi delle nostre organizzazioni che si uniscono da protagonisti ai progetti sociali.
Siccome l’essenza della vita è la combinazione di momenti tristi e felici, stiamo chiudendo l’anno con il grande rammarico di dover celebrare la morte del cardinale Paulo Evaristo Arns, uno dei più grandi pastori della Chiesa cattolica brasiliana nella lotta per la difesa e la promozione dei diritti umani, dal periodo della dittatura militare del 1964-1985 e nei decenni a seguire. Mons. Paulo è morto ieri all’età di 95 anni (14/12/2016).
Ma siamo anche pieni di gioia perché stiamo per ricevere Annarita, sorella di Renato che, insieme al marito, ci visiterà per la prima volta qui in Brasile, durante le feste e agli inizi del 2017.
Festeggeremo il Natale insieme, con pensieri di affetto, nostalgia e di speranza per tutti voi. È con questa gioia e speranza di tempi migliori, nonostante tutte le avversità, che vi ringraziamo per la vostra amicizia e auguriamo Buon Natale ed un Nuovo Anno di tanta pace, salute, serenità, audacia e speranza ad ognuno di voi e alle vostre famiglie.

Un forte abbraccio,
Renato e Valdênia


BRASILE

“Nell’incarnazione, il Signore ha fatto storia con l’umanitá: la sua gioia é condividere la sua vita con noi, e questo commuove: tanto amore, tanta tenerezza”. (Papa Francesco)
Carissimi Galdino, Lucia e amici, pace nel Signore che viene tra noi.

Maria dos Anjos (Maria degli Angeli, altre volte ho parlato di lei) é una catadora della Cooremm. Soffre di grave incontinenza urinária e deve usare sempre il pannolone. Quando non lo usa (perché non ha i soldi per comprarlo) l’urina scende a fiotti… Dovrebbe operarsi, ma é da cinque anni che aspetta… Vive unicamente della vendita dei materiali riciclabili che raccoglie nelle vie di Marcos Moura, é molto povera. Il marito l’ha lasciata, da molti anni vive da sola con una nipote oggi adolescente. Ultimamente ha dovuto operarsi di urgenza di ernia “strozzata”. Quando é tornata dall’ospedale, sono andato a trovarla, la nipote non c’era, la casa tutta sporca, sciami di mosche, lei senza pannolone… la ferita era infezionata e gonfia. Mio Dio, mi sono detto, come si fa a vivere cosí? Sono andato a comprare i pannoloni, poi ne ho parlato in cooperativa e subito si é formato un gruppetto per andare a prendersi cura di lei.
Qualche tempo fa l’ex marito si é ammalato gravemente e dopo circa quattro mesi é morto. Bisognava vedere con quanto amore Maria si é presa cura di lui, per tutto il tempo della malattia. Le dicevano: lascialo stare! Ti ha fatto tanto male! Ma lei diceva: é pur sempre il padre dei miei figli.
…………………………
Vera é la sorella maggiore di Edmar, un nostro ex seminarista, che lavora al Cedhor (Centro dei Diritti Umani) al mattino, e nel pomeriggio alla Cooremm. Vera vive facendo le pulizie nella famiglie, e un giorno alla settimana le fa al Cedhor. É vedova ed ha un figlio in prigione per questioni di traffico di droga. Vive da sola con un nipotino. La conosciamo da circa 10 anni, una brava donna, onesta, lavoratrice, preoccupata nell’educare il nipotino, figlio di suo figlio in prigione. Non so nulla della mamma del bimbo, non l’ho mai vista… 15 giorni fa due macchine della polizia si sono fermate davanti a casa sua, sono scesi otto poliziotti, entrati in casa con prepotenza e senza mandato, hanno messo a socquadro tutta la casa dicendo che cercavano l’eroina. Non hanno trovato nulla, se non degli psicofarmaci che erano per il figlio in prigione. Hanno ammanettato Vera e l’hanno portata al comando di polizia, l’hanno picchiata a sangue, torturata, strappato i capelli… Quando siamo arrivati noi e l’abbiamo vista: tutta spettinata, zoppicante, sanguinante, dolorante, ammanettata e piangendo, ci siamo indignati ed abbiamo reagito con forza contro il commissario che diceva che l’accusa era di traffico di stupefacenti, visto che aveva acquistato quegli psicofarmaci senza ricetta medica e che se avessimo insistito nel difendere la “bandita”, avrebbe messo in prigione anche noi. Ci siamo sentiti cosí male, cosí impotenti… Piangendo di rabbia per tutti questi soprusi abbiamo chiamato un avvocato che ha cercato di difendere Vera, ma non é servito. Loro stessi (i poliziotti) hanno fatto il registro di occorrenza dicendo un mucchio di menzogne e poi hanno obligato Vera a firmarlo. Non c’é stato nulla da fare, l’hanno messa in carcere preventivo fino al processo che non si sa quando sará.


Il 26 novembre sera, come ogni anno, centinaia di migliaia di fedeli “paraibani” (abitanti dello Stato del Paraiba) hanno partecipato al pellegrinaggio-procissione di Nossa Senhora da Penha (la Madonna della Roccia, sono 14 km, dal centro di João Pessoa fino al santuario della Penha). Centinaia di migliaia di pellegrini che con questo atto hanno voluto testimoniare la loro fede nel Dio della Vita che si fa bambino e diventa uno di noi nel seno materno di Maria, per portare pace e vita piena per tutti. Speriamo che questa moltitudine possa rappresentare il sogno del profeta Isaia (2,1-5) proposto nella liturgia della prima domenica di avvento. Come il profeta, anche noi sognamo una moltitudine di paraibani che convergono al monte del Signore, in una grande liturgia di pace, uniti in un grande abbraccio fraterno, con il proposito di trasformare le “spade in aratri e le lance in falci”, promettendo “di non impugnare piú le armi uno contro l’altro e mai piú esercitarsi alla guerra”. Sognamo che i pellegrini, camminando sul sentiero indicato dal profeta Isaia, scelgano definitivamente la pace e che questo pellegrinaggio sia preludio di un tempo nuovo per la nostra gente. BASTA DI VIOLENZA! Impegnamoci a camminare insieme, condividendo un’unica promessa: lottare con fede e instancabilmente, per costruire un mondo di pace.

Grazie ad ognuno di voi per la preghiera e per la comunione, grazie per i gesti concreti, genuini e generosi di solidarietá verso i bambini a rischio del Progetto Legal e verso i catadores della Cooremm. Quest’anno festeggeremo il Natale nel Progetto il 20 dicembre e nella cooperativa il 23, e come sempre vi ricorderemo tutti com gratitudine e gioia.
Che questo Santo Natale ci aiuti tutti ad essere costruttori di pace e che possiamo crescere nella comunione e nell’Amore del Bambino di Betlemme. É questo l’augurio che facciamo a tutti voi.
Buon Natale a tutti.

Fratel Francesco – Chico


ITALIA

Cari amici e benefattori,

Il Natale è alle porte, ad è una Festività che ci richiama una volta di piu’ ai valori dell’accoglienza e della solidarietà che sono l’essenza della nostra associazione.

Non servono molte parole, soprattutto a voi che li condividete  e testimoniate da anni, per ricordare quanto siano importanti non solo per i beneficiari dei nostri interventi ma anche, e soprattutto, per la crescita della nostra comunità.

E’ un tempo di bilanci sul lavoro fatto, che grazie al vostro aiuto è stato  notevole, e che quest’anno ha visto l’AVI impegnata non solo nei tradizionali progetti in Africa ma anche, assieme agli amici del laboratorio Cooperazione, sul territorio trevigiano, con varie iniziative per l’integrazione dei richiedenti asilo.

E’ un periodo che vede intensamente impegnati i nostri volontari che gestiscono la sede e il programma di adozioni scolastiche, e che ringraziamo per l’impegno.

L’anno che ci aspetta è ancor piu’ impegnativo, e per questo entusiasmante:  il 2017 sarà l’anno dei trent’anni di fondazione.
In occasione della festa di San Martino ci siamo preparati a questa ricorrenza  creando all’interno dell’AVI una nuova carica sociale, quella di presidente Onorario, come segno tangibile di riconoscimento per quanto ha fatto in tutti questi anni il grandissimo Gino Merlo.
Vi intratterremo piu’ approfonditamente sui nuovi progetti nel prossimo numero di questo notiziario.

Un grandissimo abbraccio a tutti i nostri amici missionari e cooperanti che in varie parti del mondo continuano anche in queste giornate il loro impegno, ai volontari che si stanno preparando per nuove missioni in Kenya a Gennaio e Febbraio, e a tutti voi che continuate ad esserci vicini.

Buon Natale e Felice Nuovo Anno a tutti voi ed alle vostre Famiglie

Il Consiglio Direttivo di AVI Montebelluna

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